Ho scritto questo Ciclo come una sorella in lotta per la stessa causa. Perché le ferite, che hanno provato quelle creature un secolo fa, hanno cambiato forma con il tempo ma non cambiano sostanza. Quindi volevo scrivere romanzi, ma anche rivendicare la storia reale di queste persone e di queste idee. Sono riuscita nel mio intento? Sì e no.
Non sono riuscita ad evitare i documenti storici (rallentano la narrazione), la fantasia e il coinvolgimento emotivo (tolgono oggettività) e i finali tragici: Dora scomparve, Charlotte morì in povertà, Virginia costruì un impero, ma morì isolata dalle transessuali che disprezzava.
Ma forse sono riuscita a dire ciò che conta davvero: ecco chi ha pagato per te. Ecco chi ti ha aperto la strada. Ecco perché oggi puoi respirare.
Se sei un genitore che non comprende suo figlio, questi romanzi sono anche per te. Se sei un insegnante che vuole spiegare, troverai qui tre vite che parlano più forte di qualsiasi manuale.
Se pensi che l'identità di genere sia una moda moderna, questi romanzi ti dimostreranno che siamo sempre esistite, che abbiamo sempre lottato, che abbiamo sempre pagato prezzi altissimi per il diritto di essere noi stesse.
Un paio di scelte narrative.
Per trasmette i cambiamenti interiori delle protagoniste, sono passata al pronome femminile non appena le stesse si davano un nome da donna, anche quando utilizzavano pubblicamente solo il nome da uomo.
Inoltre, i termini "Travestito" o "transessuale" - oggi obsoleti ed offensivi - sono usati perché erano il linguaggio dell'epoca e mostrano quanto faticosamente sia stato costruito il linguaggio che oggi usiamo. Se vi disturba leggerli, bene: significa che il mondo è cambiato. Ma è importante sapere da dove veniamo.
Infine questi romanzi sono incompleti, non ho narrato la storia di uomini e donne omosessuali né degli uomini transgender. Ma io ho raccontato solo ciò che conosco. E ho scritto ogni pagina come si accende una candela: non per illuminare tutto, ma per fare un po’ di luce. Giusto quella che basta per vedere il prossimo passo. Per non inciampare nel buio. Per non essere soli.
Se anche una sola persona, leggendo questi romanzi, sentirà meno vergogna della propria identità – ne sarà valsa la pena. Se anche un solo genitore capirà che suo figlio non è malato ma coraggioso – ne sarà valsa la pena. Se anche una sola anima in lotta sentirà di non essere la prima, di non essere sola, di camminare su una strada tracciata da giganti – allora questo ciclo avrà compiuto il suo scopo.
