C'è un silenzio che precede ogni forma. Un respiro trattenuto prima che la parola lo spezzi.
Questo Ciclo nasce da quel silenzio. Dal vuoto che viene prima del nome, dalla quiete che abita tra un battito e l'altro. Non l'ho scritto per essere compreso, ma per far risuonare quel che non può essere detto altrimenti.
Sono anni che vivo tra due mondi. Quello manifesto, dove il corpo ha un nome e un genere, e quello nascosto, dove l'anima danza senza etichette. Forse anche tu vivi tra due mondi, non necessariamente gli stessi, ma con la stessa vertigine. Ecco, io ho cercato una strada per unirli. E l'ho trovata nel Tao, nella meditazione, nell'accettazione di ciò che è.
Il romanzo che compone il Ciclo, "La Forma dell'Invisibile", non è un manifesto politico. Non è un saggio filosofico. Non è nemmeno, strettamente parlando, autobiografia – benché ogni parola sia intrisa del sangue delle mie esperienze. È piuttosto un invito. Un ponte tra ciò che si vede e ciò che si sente, tra ciò che si è e ciò che si potrebbe diventare.
Ho raccolto in questo ciclo frammenti di un percorso di risveglio. Momenti in cui, attraverso la disciplina del corpo e lo svuotamento della mente, ho intravisto qualcosa di più profondo: la possibilità di essere intero, senza dover scegliere tra le parti di me stesso.
Troverai qui echi del Taijiquan, del Nei-Gong, della filosofia orientale. Non li ho inclusi per esotismo o per moda, ma perché queste pratiche mi hanno letteralmente salvato la vita. Hanno dato forma a ciò che era informe, e hanno permesso all'informe di respirare attraverso la forma.
Non prometto risposte facili o conclusioni nette. Offro solo una porta socchiusa tra i mondi. Un invito a guardare oltre l'apparenza, a sentire oltre la definizione. A trovare, forse, quella stessa scintilla che ha illuminato il mio cammino.
Se qualcosa qui ti tocca, non è mio merito. È semplicemente il riconoscimento di una verità che già ti porti dentro. Se qualcosa qui ti respinge, vorrei che provassi a restare lo stesso. Non per me o i miei libri, ma perché, a volte, ciò che ci disturba è ciò che ha più da insegnarci.
Ho attraversato il fuoco. A volte mi ha bruciato, altre volte mi ha purificato. Questo racconto è ciò che ne è emerso: una farfalla dalle ali ancora umide, che trema nel primo respiro dell'alba.
"Se attraversi il fuoco, ti purificherai. Se ci resti dentro, ti consumerai."
Ecco, forse, l'unica lezione che posso offrire con certezza.
Il resto è silenzio. Il resto è forma che emerge dall'invisibile.
